Il miracolo del "prendersi cura"
Il prossimo mercoledì 11 febbraio ricorrerà la memoria della Vergine di Lourdes e la Giornata mondiale del malato. Un’occasione preziosa per rinnovare la nostra vicinanza a chi vive la fragilità temporanea o, a volte, definitiva della malattia.
Che cosa significa essere sani o essere malati? Non indugio nelle definizioni che hanno a che fare con la medicina e la biologia, ma, credo che, tutti, costantemente, siamo interpellati da questa vicenda che ci coinvolge periodicamente, senza distinzioni. A volte le “malattie” sono semplicemente “mali di stagione” o situazioni molto brevi e reversibili, altre volte richiedono cure e ricoveri, ma si risolvono, altre volte diventano invalidanti in modo continuo e stabile. A volte l’età stessa porta con sé qualche male che non è più male di stagione, ma è situazione di fragilità ormai continua. A volte la malattia si abbatte violenta e improvvisa.
Stare bene e star male. È una questione che ci interpella tutti e che non riguarda solo il nostro benessere, ma coinvolge anche la dignità e il senso del nostro vivere e della nostra quotidianità
È importante che attorno a noi, nelle nostre case e nella nostra società ci sia la possibilità di cure, di attenzione, di assistenza per tutti, in particolare per chi non ha particolari mezzi a disposizione. La salute di una persona diventa bene prezioso per tutti, come pure, la malattia segna una vicenda che “mette alla prova” tanti.
Ringraziamo le persone che ogni giorno si occupano dei malati: i medici, gli infermieri, il personale di assistenza, i volontari del soccorso, chi presta le cure domiciliari, tutto il personale che si fa carico del malato. Troppo spesso ci dimentichiamo di quanto sia importante la loro presenza qualificata e ricca di professionalità e di dedizione. Quante di queste persone sono dei veri e propri “angeli” facendosi carico, con cura, amore e professionalità di problemi di salute piccoli o grandi nostri, di parenti e amici.
Ma tutti, senza essere medici, possiamo essere portatori di salute.
C’è un parola che guarisce sempre qualcosa: la cura.
Prendersi cura. Quante volte questa scelta guarisce e migliora la vita delle persone, degli ambienti che ci circondano, delle relazioni fra di noi. Prendersi cura è gesto che crea vita, che custodisce il valore della vita, che arricchisce la vita.
Farsi avanti. Anche questo è un gesto che, nella sua semplicità (a volte è una visita, altre un sorriso, un consiglio, un piccolo aiuto …) guarisce e porta un momento di vita a chi vive momenti difficili.
Affidare e affidarsi a Dio. È il gesto che, coni umiltà e rispetto della persona, crea le condizioni perché, al di là delle malattie, ci sia quella medicina prodigiosa che è la fiducia e la speranza. La preghiera offerta per i malati e vissuta con i malati porta con sé quel tratto “misterioso” di bene che è legato alla fantasia e alla potenza di Dio. Lui conosce e sa qual è il nostro bene.
Affidiamo a Lui tutti i malati, soprattutto i malati che vivono una condizione ormai cronica della loro malattia. Chiediamo carità, attenzione, tenerezza e coraggio perché non manchi a nessuno qualcuno che, con amore, fascia le ferite di chi è fragile. Maria, Salute degli Infermi prega per tutti i nostri malati.