La vita possibile
Ci avviamo a grandi passi verso l’inizio della Quaresima: proprio fra una settimana entreremo in questo “tempo santo”. “Abbiamo appena riposto i presepi, e già guardiamo alla Pasqua.” Sono queste le ovvietà che sentiremo o che diremo. Che dire? Il tempo passa in fretta, va veloce, le pagine girano, le cose cambiano velocemente o non cambiano mai, a volte non si vede l’ora di andare avanti, altre volte si rimarrebbe volentieri nella situazione in cui si è … Ma noi non coincidiamo con il tempo, siamo molto di più!
Il tempo passa, ma porta con sé il dono di Dio, non è vuoto. Il tempo passa, ma, ma in questo tempo, proprio nel nostro tempo, passa Gesù.
Passa il tempo, ma non passa Dio! Ce ne accorgiamo?
Nei giorni scorsi abbiamo vissuto con particolare intensità la “Giornata del malato” sia nelle nostre chiese, sia nelle nostre tre Case di Riposo. Tante persone hanno ricevuto il sacramento dell’Unzione. Mi ha colpito l’intensità e l’umiltà con cui si è ricevuto questa “carezza di Dio”.
Quanta fragilità, ma anche quanta fede e determinazione nel voler mettersi nelle mani di Dio affidandosi a Lui! Mi hanno colpito gli occhi di chi implorava salute per poter continuare a vivere il proprio impegno e la propria responsabilità, gli occhi di chi vuole stare bene, gli occhi di chi ha paura del momento difficile che sta vivendo, gli occhi di chi è stanco di vivere, gli occhi di chi sente la nostalgia di Gesù, gli occhi smarriti, ma improvvisamente lucidi e presenti di tanti anziani ….
Passa Gesù.
Tanti racconti di miracoli dicono proprio così: “sentendo passare Gesù …”. Il Signore non smette di passare in mezzo a noi e attraverso di noi. Semina luce, dona pazienza, infonde forza e coraggio, sostiene il dubbio e l’incertezza, ridona speranza …
Questo fa e crea la differenza: tra chi si “fa dettar legge” dal tempo” e si affida alle “cose che passano” e chi decide di avere uno sguardo di fede sulla storia e sulla vita.
Il gesto dell’imposizione delle ceneri che vivremo la prossima domenica ci dice esattamente questo: o scegliamo di essere dominati dalle “cose che passano” o cerchiamo con determinazione di legarci a Colui che passa in mezzo a noi per dare senso e futuro alla nostra vita.
Rimane la grande domanda: perché così spesso trascuriamo l’incontro con il Signore?
Non si capisce! Però dovremmo, onestamente pensarci: è così migliore una domenica senza la Messa o una giornata senza preghiera, piuttosto che il contrario? Cambia qualcosa in meglio se non incontriamo Dio?
È più felice e più facile una settimana senza l’incontro con Dio? Si è proprio più contenti e tutto fila più liscio perché non siamo andati in chiesa la domenica? Potrei continuare.
Rimane la certezza: Gesù passa in mezzo a noi.
Se ci “leghiamo a Lui”, forse, ci associamo a un destino promettente, a un futuro buono, a un significato credibile. Ma se ci leghiamo al tempo che passa, che cosa rimane?
Nell’attesa della Quaresima, aiutiamoci a vedere Gesù che passa ancora fra di noi.