Nel Duomo gremito, monsignor Delpini richiama sacerdoti e diaconi alla missione condivisa.
La Messa Crismale, celebrata nel Duomo di Milano, ha visto la partecipazione di circa 800 tra sacerdoti e diaconi permanenti, in una delle liturgie più significative dell’anno. Nell’omelia, l’Arcivescovo Mario Delpini ha tracciato un appello intenso e diretto al suo clero, invitandolo a vivere la missione come risposta concreta alle ferite dell’umanità contemporanea.
Delpini ha ricordato che «l’infelicità del mondo ci chiama», sottolineando come preti e diaconi tocchino ogni giorno con mano le sofferenze di famiglie, malati, persone smarrite o prive di sostegno. Non come osservatori esterni, ha precisato, ma come uomini che conoscono in prima persona fragilità e ferite che la vita non risparmia a nessuno.
Nel Duomo gremito, l’Arcivescovo ha richiamato l’immagine evangelica dei discepoli inviati “a due a due”, segno di un cammino che non si compie da soli, ma nella comunione e nel sostegno reciproco. Ha denunciato anche le dinamiche della “pseudo-felicità” moderna, fondata su successi professionali, guadagni, emozioni disordinate o forme di evasione: percorsi illusori che non rispondono al bisogno più profondo delle persone.
«L’essere mandati è la ragione per cui Gesù ha chiamato i suoi discepoli»,
ha affermato Delpini. Da questo nasce la forma stessa della Chiesa, la sua organizzazione territoriale, il cammino sinodale: strumenti perché ovunque si possa
“prendere a cuore l’infelicità del mondo”.
Il rito si è svolto all’interno della Celebrazione dell’Ora Terza e della benedizione degli Oli santi, alla presenza di oltre 750 concelebranti, tra cui sei Vescovi, membri del CEM e del Capitolo metropolitano. Un momento che rinsalda il legame tra il Vescovo e il presbiterio e che ricorda a tutti la natura missionaria del loro ministero.
La celebrazione, intensa e partecipata, ha lasciato nel clero e nei fedeli un messaggio forte: la missione cristiana nasce dall’ascolto delle ferite umane e si compie attraverso gesti di cura, comunione e speranza.