Suggerimenti per iniziare bene /4
Concludiamo questo mese di settembre, “il mese degli inizi” con la Festa dell’Oratorio che entra nel vivo e che ci permette, di iniziare bene, anche con i più giovani della Comunità.
C’è qualcosa che ci fa dire, almeno dalle nostre parti, che, nelle nostre parrocchie si può essere imperfetti, può anche non esserci tutto, ma l’Oratorio non può mancare!
L’Oratorio, però siamo noi!
A volte, l’impressione, è che lo si identifichi con un’organizzazione, una struttura, un luogo, un calendario, un programma ….. In realtà, l’Oratorio è l’espressione di una vicenda molto umana: è la decisione di dare il meglio e di trasmettere il meglio a chi si affaccia sullo scenario della vita, quelli che chiamiamo “giovani generazioni”.
L’Oratorio è una Comunità (bambini, ragazzi, giovani, famiglie, volontari …) che esprime concretamente questa scelta, senza delegare altri, senza pensare che ci sia qualche organizzazione che lo faccia funzionare alla perfezione.
L’Oratorio, anzitutto, è un invito forte e chiaro a mettere al centro della propria vita la vicenda e la persona di Gesù, nella convinzione che Lui, ancora oggi, è vivo, è presente ed è la Via, la Verità e la Vita per tutti e che senza di Lui non possiamo far nulla!
Anche Papa Leone ieri sera, nella Veglia con i Giovani a Parigi, diceva così:
La compagnia del Signore dà saggezza ai nostri progetti e bellezza ai desideri che portiamo nel cuore. Dio attraversa come luce la nostra anima, chiamandoci a un rinnovamento permanente, a una conversione che dona pieno senso all’esistenza, perché ci fa attori di una storia che passa dalla confusione alla ricerca della verità, dall’indifferenza all’impegno per la giustizia.
È importante che intendiamo l’Oratorio così, come ci è stato consegnato dalla Chiesa; è importante sostenerlo, amarlo e cercare, per quello che possiamo, di fare la nostra parte. È importante che ci sentiamo partecipi di questa vicenda. A tal proposito, voglio ringraziare di tutto cuore coloro che, oggi, fanno vivere e animano l’Oratorio:
Cari Catechiste, cari Educatori, cari Volontari e Collaboratori tutti,
nel giorno del vostro Mandato educativo, vi dico “GRAZIE” dal profondo del cuore per la vostra disponibilità, la vostra testimonianza, la vostra passione per i più piccoli e giovani i della nostra Comunità cristiana.
"Tu, Signore, ci ricordi che grande è il merito di coloro che educano e si dedicano ai più piccoli.”, dice la Messa per l’Educazione cristiana! E veramente siete coloro che accendono la luce della fede, della carità, della speranza nel cuore di chi è il cristiano giovane di oggi e adulto di domani.
Come l’Arcivescovo ha ricordato in Duomo lo scorso 12 settembre alle Comunità Educanti, anch’io vi dico, unito alla comunità cristiana di Carugo-Arosio: “Posso fidarmi di voi. Io vi affido a nome della Chiesa, oggi, il “mandato” perché so di potermi fidare di voi.”
Grazie a tutti e aiutiamoci ad essere contenti, audaci e coraggiosi, sempre, soprattutto quando non è facile! Sappiamo che Dio fa fiorire anche il deserto! Voi siete i primi a credere a tutto questo e io con voi!
Grazie, caro Oratorio, per tutto il bene che hai fatto, che fai e che farai.
Dall’Oratorio siamo passati quasi tutti e abbiamo ricevuto, tutti, qualcosa di bello e di importante. Proviamo, anche oggi, in questo tempo post moderno, ma sempre bisognoso di verità e di bene a credere ai tanti miracoli di bene che possiamo far fiorire per i nostri ragazzi nel nostro Oratorio.