Le chiese di 90 anni fa e le “pietre vive” di oggi

Con grande gioia la nostra Comunità accoglie l’Arcivescovo Mario. Con lui celebriamo l’Eucarestia, il gesto più grande che Dio ci ha consegnato e che, da sempre, ci raduna, ci nutre, ci “costituisce”.


Mi ha sempre colpito la precisazione del Vangelo a proposito della chiamata dei Dodici (Mc 3,13-15): si dice che Gesù “costituì” i Dodici, perché stessero con Lui, per mandarli a predicare e per scacciare i demoni.


È la primissima forma di Chiesa! Da sempre i cristiani, sono radunati in un solo popolo, ed è Gesù che li chiama e li “forma”, “messi insieme” non semplicemente per fare gruppo, ma per mandarli a portare speranza, ad accrescere il bene, a lottare contro il male!


Questa è la Chiesa. Questa era la parrocchia. Questa è la Comunità pastorale.


Cambiano i termini e i sostantivi, ma la sostanza e la missione non cambiano mai.


Il mondo ha bisogno di uomini e donne che portano nel cuore questo desiderio. Ecco perché il Consiglio pastorale si è impegnato a pensare e a stendere un Progetto pastorale, individuando le priorità da cui partire nel presente e nei prossimi anni: non tutto, ma ciò che il Signore ci indica come nostra specifica chiamata e responsabilità.


All’Arcivescovo Mario ripresentiamo le nostre chiese parrocchiali a 90 anni dalla loro ultima consacrazione per le mani del Beato Cardinal Schuster, ma ancor più, vogliamo offrirgli le pietre vive che siamo noi, così come siamo, a partire da quello che siamo, con la consapevolezza che anche per noi c’è la stessa chiamata dei Dodici: stare con il Signore, portare speranza, combattere il male, accrescere il bene. In particolare, regaliamo all’Arcivescovo la preziosa freschezza dei nostri ragazzi di Prima superiore che faranno la loro Professione di Fede proprio alla sua presenza.


Se è vero che il futuro passa e si intravede dai gesti del presente, questi giovanissimi cristiani di Arosio e Carugo, ci danno una bella testimonianza di coraggio e ci fanno pensare a un futuro in cui il Signore sarà ancora scelto, amato, testimoniato in mezzo a noi.


Diciamo “Grazie” al nostro Arcivescovo Mario per il tempo che ci regala, per la parola che ci conferma, per il bene che ci vuole.


Gli siamo riconoscenti e, per quello di cui siamo capaci, anche noi, come 90 anni fa, vogliamo promettergli di fare bene la nostra parte perché non manchi fede, speranza e carità ad Arosio e a Carugo che, da qualche anno, stanno imparando, sempre più, ad essere una comunità unita, libera e lieta..


Aspettiamo con gioia l’Arcivescovo e lo accogliamo con tutto il nostro affetto.


 don Paolo