La Novena di Natale.

“C’è tutto pronto?”

Quante volte abbiamo sentito risuonare questa frase nelle nostre case!

Soprattutto quando c’è qualche grande occasione, quando deve arrivare qualcuno di importante o a cui si vuole bene, quando si vuole fare bella figura!


C’è tutto pronto?

Ce lo chiediamo anche noi all’inizio di questa settimana che coincide con la Novena di Natale. Vi lascio un’immagine.


È la foto di un tavolo preparato da una famiglia “normale” della nostra Comunità.

Un “tavolo pronto”. Era il giorno della benedizione a casa di questa famiglia.

Mamma, papà, un figlio in terza elementare.


Una famiglia “qualsiasi”, ma anche bella e coraggiosa per le sue scelte di fede e di apertura alla vita.

Il cero, l’acqua, il Vangelo dei bambini.

«È stato mio figlio S. a volere fare questo!», mi dice la mamma.

Io ho aggiunto l’immaginetta di Gesù Bambino e la Lettera dell’Arcivescovo alle famiglie. Ho chiesto di potere fare una foto.


Per me, quella sera, è stato un po’ Natale.

C’era tutto: 

anzitutto la presenza di Gesù cercato e amato, 

la luce della fede, 

la forza della famiglia, 

la vita dei genitori e del figlio, 

la verità del Vangelo, 

la presenza della Chiesa attraverso la Lettera dell’Arcivescovo e la presenza del prete.


Ma soprattutto c’è stata la sensibilità e l’apertura di cuore di un bambino che mai avremmo immaginato!

Perché quel bambino ha voluto preparare qualcosa di speciale per una visita speciale?

Perché quel bambino ha messo il Vangelo sul tavolo?


Mi sono ricordato di un passaggio della Lettera di Natale “Qualcuno bussa al tuo cuore” dell’Arcivescovo Mario, nel paragrafo dedicato ai bambini. A proposito della vita come vocazione, dice così:

Gesù ha rimproverato i discepoli che cercavano di allontanare i bambini dalla  sua benedizione. Gesù continua a rimproverare gli adulti che ostacolano il desiderio spontaneo dei bambini di ricevere la sua benedizione. I bambini, infatti, sono spesso tenuti lontani da Gesù: i genitori non hanno tempo né desiderio di favorire il loro incontro con lui. Nei bambini si alimenta la distrazione, piuttosto che la serenità e la semplicità. Si investono su di loro le aspettative degli adulti che li vogliono all’altezza di prestazioni estenuanti. I bambini si trovano talora soli, smarriti, in case troppo deserte, in contesti troppo litigiosi, in strazianti separazioni dei genitori, in ritmi troppo frenetici. 
Nelle nostre comunità molte famiglie attente, molti nonni e nonne sapienti, molte catechiste dedicate offrono un contesto che può essere rasserenante. Infatti introducono all’amicizia con Gesù. 
Gesù bussa anche alle porte dei bambini: le porte si chiamano “emozioni”, “silenzio”, “fantasia”, “parabole”, “fiducia”, “stupore”, “desideri”. L’incontro con Gesù nei sacramenti dell’iniziazione cristiana può lasciare un ricordo indelebile, essere principio di intuizioni che porteranno frutti imprevedibili. 
Raccomandiamo una sapiente pedagogia che introduca i bambini nella relazione con Gesù, insegni i gesti semplici ed essenziali della fede, il segno della croce, la genuflessione, il silenzio


Questa settimana, una mamma, aprendomi la porta, mi ha detto: “È sempre bello accogliervi, voi sacerdoti! Vi aspettavamo”.

Ho pensato a Gesù che, attraverso noi preti e suore, in questa sei settimane di “benedizioni” ha potuto far breccia nelle case, nelle aziende, nei cuori di tante persone.


È già Natale per tanti, non perché “non manca niente”, non “perché abbiamo comprato tutto”, …

È già Natale perché il cuore è aperto a Cristo!


Buona Novena di Natale nell’attesa e nel desiderio di Dio. 


don Paolo