Amatevi gli uni gli altri

Vi ricordate il Covid del 2020/21?

Vi ricordate come tutti, improvvisamente ci siamo sentiti più vulnerabili, in pericolo, fragili, minacciati da un virus senza scrupoli, indifesi? Ci siamo trovati tutti un po’ più poveri!

Vi ricordate quando è bastata una scivolata e ci si è trovati ingessati a un braccio o a una gamba e abbiamo incominciato ad aver bisogno di tutti anche per le cose più semplici?

Avete presente quando l’esito di un esame clinico cambia tutto in un attimo e ci si scopre malati, magari anche gravemente o definitivamente?

Avete presente quell’impoverimento e quel senso di vuoto che si sente quando manca qualcuno in casa, magari per sempre, perché se n’è andato o è morto? 

Avete presente quante volte un errore, un litigio, uno scontro mette in difficoltà, crea solitudine, getta nello sconforto?

Avete presente quando si è traditi da un amico o quando si scopre che un amico non è più leale e onesto come prima?

Avete presente la povertà che si genera, spesso, da una separazione familiare?

Avete presente l’ansia, la depressione, la paura che tormentano non poche persone che magari conosciamo molto bene e che fino a poco prima erano considerati dei “leoni”?

Avete presente la fragilità dei ragazzi, la loro dispersione, la loro solitudine, la loro amara noia?

Avete presente i nostri paesi quando ci si divide, quando si è litigiosi, quando si parla male degli altri, quando non ci si impegna e si sta solo a guardare?

Avete presente quando pensavamo che la guerra era lontana e ora ci troviamo a pagare il doppio le bollette del gas e della luce?

Avete presente quando dicevamo che i nostri figli avevano molto di più dei loro genitori e dei loro nonni e ora non è più così?


Basta poco per cadere nella categoria dei “poveri”!

Basta poco per diventare “poveri”!

Basta poco per creare povertà!

Tutti siamo potenzialmente dei poveri!


Ma tutti possiamo combattere le povertà di ogni tipo con la carità, con l’aiuto concreto, con uno stile di vita più sobrio, con scelte di correttezza, di onestà, di stima reciproca, di cittadinanza attiva, di mutuo soccorso, di vicinanza, di prossimità concreta e di preghiera!

Ricordiamoci che Gesù ci ha detto: “Beati i poveri perché di essi è il regno dei cieli”!

La povertà non è un peccato. Pensare di non essere poveri (almeno per qualcosa) o di essere sicuri di non diventarlo mai è, però, presunzione.

Amiamo i poveri, a partire dal Povero per eccellenza, il Signore Gesù, che non si stanca di indicare, anche oggi, a tutti, l’unica via possibile: quella delle carità.

Grazie a Caritas Arosio, alla Conferenza San Vincenzo di Carugo e a tutte le persone di buona volontà, di qualsiasi credo e condizione che, nei nostri paesi, rendono possibile la vicinanza e l’aiuto concreto ai poveri di ogni categoria.

Aiutiamoci e amiamoci: “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato”!

Buona Giornata della Carità e del Povero.

don Paolo

© Foto di copertina realizzata con supporto AI da eRreVierRe communication. L’immagine è puramente illustrativa, non rappresenta la reale situazione descritta nell’articolo ed è utilizzata esclusivamente a scopo narrativo e di accompagnamento al testo.