Suggerimenti per iniziare bene /2

Proseguo nel tentativo di aiutare me e voi ad introdurci in questo mese di settembre che mi piace pensare come “mese degli inizi”. Martedì 8, in Duomo, è iniziato ufficialmente l’anno pastorale con l’Arcivescovo Mario che attendiamo, tra breve, anche tra noi. Cito l’inizio della sua bellissima Omelia che trovate, per esteso, su questo numero di Magis.


dall’Omelia dell’Arcivescovo dell’8 settembre 2026

Chiesero al profeta: “Profeta, parlaci dell’inizio”. Il profeta disse: “L’inizio è contestazione, l’inizio è denuncia, l’inizio è la voce antipatica che contesta e pretende la conversione. Non se ne può più di questo mondo di guerre, di quest’oppressione dei poveri, di questa sfacciata ricchezza e insensato sperpero di ricchi. L’inizio è la critica alla stanca ripetizione, al conformismo comodo e vile. L’inizio è coraggio, audacia. È l’audacia di contestare l’individualismo per convocare alla fraternità, l’audacia di contestare l’autoreferenzialità che difende l’arbitrio come libertà, che resiste allo stile sinodale come ad un pericolo e ad una complicazione inutile. È l’audacia di annunciare il Vangelo fuori dal tempio, nell’occasione quotidiana, perché il mondo non muoia di tristezza e di noia. È l’audacia di farsi avanti per dichiarare pubblicamente la propria intenzione di servire la missione nel ministero ordinato, come dichiarano questi nostri fratelli”.


L’inizio è coraggio e audacia!


Cerco di tradurre per me e per noi. 


Anzitutto, credo che per noi, il primo gesto coraggioso sia quello di pensare, di cercare, di mettere insieme le idee per andare al di là del “si è sempre fatto così” o del “non sappiamo cosa fare”. Spesse volte, sentiamo in noi, il desiderio di avanzare, di crescere, di migliorare; magari ne parliamo e ci “scaldiamo” per qualche tema che ci appassiona, poi però, concretamente, è difficile capire che cosa fare e in che direzione andare.


Mi pare che, tutti, possiamo fare questo sforzo di pensare, di cercare, di condividere, di mettere insieme le proprie proposte con quelle degli altri, soprattutto, di chiedere a Dio, nella preghiera sincera e nell’amore per la Comunità, che cosa, Lui, vuole per noi e da noi!


La comunità cristiana e i cristiani esistono per custodire e, soprattutto, trasmettere, la buona notizia! Siamo una missione, siamo in missione, tutti!


Le “cose belle” che abbiamo ricevuto, ora vanno amate e trasmesse da tutti noi, prendendoci la responsabilità che il Battesimo ci affida e pensandoci in una logica di “insieme” cioè trovando una strada comune percorribile e buona per tutti. Magari non coinciderà con la propria singola visone, ma sarà quella che permette a tutti di arrivare!


Il secondo coraggio che suggerisco è quello di stare insieme, di andare insieme, di volere essere un insieme. La buona riuscita non è il prevalere di un singolo parere o il successo della propria idea, ma il raggiungimento della mèta, da parte di tutti, magari rinunciando alla propria singola idea, a favore di un’idea più grande!


Come ci è stato più volte suggerito dall’Arcivescovo, rinnovo l’invito a pensarci insieme: siamo una Comunità di gente che cerca Dio, una Chiesa di discepoli in cammino, non parrocchiani identificati da un confine. Il Signore ci pensa come comunità, non come parrocchia!


Mettiamo i nostri sforzi, le nostre conversioni, il nostro coraggio nelle mani di Maria Addolorata, nostra Compatrona, alla quale ci affidiamo, in  modo particolare, in questi giorni, nella chiesa di Arosio. Lei è stata sicuramente coraggiosa e audace perché legata alla volontà di Dio, prima di ogni cosa.

Maria consoli e sostenga tutti, in particolare chi soffre e chi è nella prova.


don Paolo, Parroco

Foto di copertina realizzata con supporto AI da eRreVierRe communication. L’immagine è puramente illustrativa, non rappresenta la reale situazione descritta nell’articolo ed è utilizzata esclusivamente a scopo narrativo e di accompagnamento al testo.