Suggerimenti per iniziare bene /3

Proseguo nel tentativo di aiutare me e voi ad introdurci in questo mese di settembre che mi piace pensare come “mese degli inizi”. Martedì 8, in Duomo, è iniziato ufficialmente l’anno pastorale con l’Arcivescovo Mario che attendiamo, tra breve, anche tra noi. Cito un altro brano della sua bellissima Omelia:


dall’Omelia dell’Arcivescovo dell’8 settembre 2026
Chiesero al sapiente: “Parlaci dell’inizio”. E il sapiente disse: “L’inizio è l’ascolto, l’inizio è il timor di Dio: la storia umana e il tempo presente sono così abitati dallo Spirito e tribolati dal male, la vita di ogni uomo e di ogni donna è un mistero così insondabile, ogni vicenda di persone è così imprevedibile e sconcertante. 
L’inizio è l’ascolto. Chi può dire una parola, se non sa di che cosa parla? Nella società delle chiacchiere, delle etichette, delle storie ridotte a titoli ed a clamore quale pensiero può nascere? Quale libertà? Il timor di Dio è l’inizio perché la superficialità, la fretta, l’ideologia non siano ingiuste nei giudizi, non manchi la benevolenza e la delicatezza. L’inizio è l’ascolto, il silenzio, la pazienza, l’intelligenza”.


Come è bello iniziare qualcosa, ma come è difficile, a volte, far iniziare qualcosa di veramente bello e vero!

Potrei dire questa cosa quasi tutti i giorni, ma, soprattutto, in questo mese di settembre.

Gli inizi sono sempre segnati dall’entusiasmo, dalla gioia, ma anche dalla fatica e dalla preoccupazione

L’inizio è delicato! Esige, come dice l’Arcivescovo, ascolto, silenzio, pazienza (tanta!), intelligenza.


L’ascolto, quando è sincero, permette di capire e di capirsi, ma, soprattutto, consente di andare oltre il “sentito dire” che fa male e fa del male. Ogni comunità, anche la nostra, ha bisogno di fuggire e rifuggire dal “sentito dire”, per dedicarsi a un ascolto vero, sincero, profondo.

Il silenzio: quante volte cerchiamo il silenzio e ci lamentiamo dei rumori o del chiasso, ma quante volte ci dimentichiamo che il silenzio è, anzitutto, quello interiore. Il silenzio del cuore che permette di sentire la straordinaria voce della coscienza e di Dio.

Il “timor di Dio”, che è uno dei doni dello Spirito Santo, è esattamente questo: la consapevolezza, e la scelta, di lasciare a Dio il primato, il primo posto. Tutto (e tutti) vengono dopo di Lui.

La pazienza, in una comunità, è l’esercizio più intenso di ogni giorno. Significa accettazione di tempi e modi diversi da quelli pensati, significa sopportazione, elasticità, comprensione e stima reciproca, significa saper attendere, mettersi “tra parentesi” …. significa sperare e avere fiducia sempre.

L’intelligenza. Mi piace molto il significato di questa parola. “Intelligere” viene da "intus légere”  cioè “leggere dentro”, leggere in profondità”, significa “essere profondi”.

Personalmente preferisco una persona profonda a una persona simpatica, o meglio, la vera persona simpatica, non può non essere profonda.

L’intelligenza combatte battaglie durissime contro la banalità, contro la meschinità, contro la superficialità, contro quel “piccolo” che non è più bello, ma orribile perché chiude e soffoca.

Abbiamo un grande bisogno di profondità anche per combattere quel modo di fare e di essere che ci porta ad essere troppo impulsivi, eccessivamente emotivi, frettolosi nel trarre conclusioni o nell’usare parole inadeguate troppo in fretta.


Ecco il punto: iniziare bene non solo organizzativamente, ma iniziare bene a partire da noi, rimettendo in ordine le priorità, scegliendo uno stile, rimanendo sempre umili nel voler convertirci e aiutarci.

Iniziamo oggi la Festa dell’Oratorio: a Dio consegniamo la volontà e la gioia di educare, di trasmettere la fede e i valori del Vangelo ai nostri ragazzi. Preghiamo perché, a partire dai genitori, ma anche tutta la comunità cristiana ci sentiamo responsabili di questa consegna. 


don Paolo

Foto di copertina realizzata con supporto AI da eRreVierRe communication. L’immagine è puramente illustrativa, non rappresenta la reale situazione descritta nell’articolo ed è utilizzata esclusivamente a scopo narrativo e di accompagnamento al testo.