Per quando si vorrebbe ottenere qualcosa

Nelle settimane di luglio e agosto mi farò aiutare da alcuni dei “Detti dei Padri del deserto”. Si tratta di brevi insegnamenti, molto efficaci e incisivi. Sono stati raccolti dalla sapienza di uomini e donne del IV-V sec. d.C. che avevano scelto di seguire Cristo rifugiandosi, come eremiti, nel deserto egiziano. Poche parole, ma ricche di fede e di vera e salda sapienza evangelica.  Ecco quello di questa settimana:

Un monaco egiziano disse a un anacoreta siriano, tutto eccitato, che voleva andare in città a vedere un santo che operava miracoli e che, con la sua preghiera, risuscitava i morti.
L'altro monaco, sorridendo disse: "Che strane abitudini avete da queste parti: 
chiamate santo chi piega Dio a fare la propria volontà. 
Da noi invece, chiamiamo santo chi piega la propria volontà a quella di Dio"


Quante volte, anche a noi, capita che vorremmo capovolgere le cose e le vicende della vita: quando c’è un problema grande, quando è capitato qualcosa, quando siamo in cerca di un rimedio, quando vorremmo trovare una soluzione a un male …

In questi casi vorremmo che Dio fosse un ottimo e perfetto esecutore dei nostri comandi e, persino, ci lamentiamo o ci rimaniamo male, se “non fa” quello che gli abbiamo chiesto.

Il Vangelo è molto chiaro:

«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve; chi cerca trova, e sarà aperto a chi bussa. Qual è l'uomo tra di voi, il quale, se il figlio gli chiede un pane, gli dia una pietra? Oppure se gli chiede un pesce, gli dia un serpente?» (Mt 7, 7ss)

Ma che cosa significa questa affermazione di Gesù? 

Anzitutto, mi pare, è un invito a osare con Dio, senza paura, un invito ad aprire il cuore e ad essere sinceri. Non è, invece, un invito alla pretesa: Dio non ha bisogno di essere “pregato” nel senso che Dio è e rimane buono sempre, anche con i cattivi e anche quando non gli chiediamo nulla. Tant’è che, spesse volte, riceviamo doni che noi stessi diciamo “immeritati” e non ci ricordiamo di ringraziare il Padreterno.

Gesù, e i Padri del deserto, ci invitano a “piegare” la nostra volontà a quella di Dio cioè a fidarci, senza giudicare perché, certamente, verrà il giorno in cui vedremo tutto il bene che non abbiamo neppure avvertito.

Dio rimane sempre dalla parte dei suoi figli, ama le sue creature, le custodisce e le conduce al Bene più grande che, per la maggior parte, rimarrà sconosciuto perché sfugge alla nostra percezione. Ma resta una certezza: Dio si è già piegato definitivamente verso di noi il giorno in cui Gesù ha piegato il capo e, sulla Croce, ha offerto se stesso. Non c’è bisogno di “piegare Dio”: lo ha già fatto Lui, anzi, è fatto così: piegato verso di noi fino alla fine, per sempre!

Un Dio piegato dal suo amore infinito. Questo ci permette di vivere nella fiducia e nella speranza. 

Buona settimana, con una preghiera e una benedizione per tutti.

don Paolo 


Foto di copertina realizzata con supporto AI da eRreVierRe communication. L’immagine è puramente illustrativa, non rappresenta la reale situazione descritta nell’articolo ed è utilizzata esclusivamente a scopo narrativo e di accompagnamento al testo.