Avvento 2025: a 1700 anni dal Concilio di Nicea.
Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra e in Gesù Cristo suo unico Figlio e nostro Signore … Credo nello Spirito Santo.
Quante volte abbiamo ripetuto e ripetiamo queste parole. Parole che spesso scivolano via un po’ scontate e un po’ ripetitive, dette e ridette meccanicamente ogni domenica a Messa.
Eppure, queste parole “sante” sono state “sudate e combattute” e, da 1700 anni, sono ripetute dai cristiani di ogni parte del mondo. Papa Leone, in questi giorni, si trova in Turchia dove, a circa 100 km da Istanbul, si trovano i resti dell’antica Basilica di Nicea presso la quale, nel 325, l’Imperatore Costantino convocò i vescovi cristiani per definire il Credo della Chiesa, anche in seguito all’eresia di Ario che sosteneva che Gesù fosse veramente uomo, ma non veramente Dio.
Che cosa ci dice una vicenda così lontana nel tempo, ma così decisiva?
Papa Leone, lo scorso venerdì, presso le rovine dell’antica basilica riemersa dal lago diceva così:
In un tempo per molti aspetti drammatico, nel quale le persone sono sottoposte a innumerevoli minacce alla loro stessa dignità, il 1700° anniversario del Primo Concilio di Nicea è un’occasione preziosa per chiederci chi è Gesù Cristo nella vita delle donne e degli uomini di oggi, chi è per ciascuno di noi. Questa domanda interpella in modo particolare i cristiani, che rischiano di ridurre Gesù Cristo a una sorta di leader carismatico o di superuomo, un travisamento che alla fine porta alla tristezza e alla confusione. Negando la divinità di Cristo, Ario lo ridusse a un semplice intermediario tra Dio e gli esseri umani, ignorando la realtà dell’Incarnazione, cosicché il divino e l’umano rimasero irrimediabilmente separati. Ma se Dio non si è fatto uomo, come possono i mortali partecipare alla sua vita immortale? Questo era in gioco a Nicea ed è in gioco oggi: la fede nel Dio che, in Gesù Cristo, si è fatto come noi per renderci «partecipi della natura divina»
Raccogliamo, a metà di questo Avvento questi inviti che ci “costringono” ad andare al cuore di tutto: “Chi è Gesù Cristo, oggi, per me, per noi?”
La fede, la speranza, la carità, il bene, la giustizia, il futuro, i nostri figli, i nostri anziani, la serenità, la forza, la pazienza, la perseveranza (e potremmo continuare facendo l’elenco di tutte quelle realtà che rendono vera, sensata e accettabile la nostra vita), dipendono proprio da quanto e da come Dio riesce ad incidere nei nostri pensieri e nelle nostre scelte.
Quanto più Dio, attraverso Gesù fatto uomo, conta nella nostra storia e nelle nostre giornate, tanto più vivremo la vita non come una sorta di lotta o di ansia sperando che tutto vada bene, ma come un cammino percorribile che ci conduce alla Meta dove avremo tutto quello che è di Dio: noi saremo sempre diversi da Dio, ma avremo tutto quello che Lui ha!
Io credo, noi crediamo in Dio Padre Onnipotente …. perché questo mondo, anche il piccolo mondo di Arosio e Carugo, sia toccato dalla salvezza.
Buona Terza settimana di Avvento, accompagnati dalla Novena della Vergine Immacolata.