Immersi nella Grazia del Battesimo

Concludiamo il tempo di Natale con la festa del Battesimo di Gesù. I Vangeli dicono che, appena battezzato, Gesù usci dall’acqua del Giordano e “si aprirono per lui i cieli, si vide lo Spirito di Dio discendere e si udì una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato».


Questi cieli, rimasti aperti, sono la garanzia che Dio, ancora oggi, riempie le vite e le vicende dell’uomo con la sua forza e la sua volontà di amare e condividere.


Il “figlio amato”, oggi, siamo noi che abbiamo avuto la fortuna di ricevere il Battesimo nella Chiesa, ma amati sono anche coloro che riceveranno o che possono ricevere il Battesimo, oltre che tutti gli uomini e le donne di buona volontà che desiderano, in qualche modo, “essere di Dio”.


Per vie misteriose, Dio chiama tutti a vivere non da “orfani”, ma con un Padre che vuole dare tutto se stesso per la buona riuscita della vita dei figli. Questa è l’offerta di Dio e i cieli “tenuti aperti” da Gesù, sono la garanzia che la volontà di Dio non cambia!


Non tutti, in questo mondo, sono battezzati, ma siamo sicuri che, per tutti, c’è una strada che porta a Dio. Tanto dipende da come viviamo noi cristiani, dalla nostra testimonianza, da ciò che trasmettiamo, da come viviamo con gioia e convinzione la nostra fede.

Perché battezzare i figli?

Perché battezzarsi?

Perché rimanere cristiani?

Perché continuare a credere?

Inevitabilmente siamo ricondotti alle domande essenziali. 


Forse è tempo di riprendere tra le mani le motivazioni che ci portano a fare (o a non fare la scelta della fede! Il timore e, a volte, la certezza è che qualcuno non sappia più  e non conosca più le ragioni per cui dire che credere è conveniente, è bene, per sé e per i propri figli!


Il risultato, a volte, è una fede annoiata, stanca o legata solo a gesti religiosi sporadici (Natale, funerali, Prime Comunioni, tradizioni, riti, …) . 


I nostri ragazzi chiedono che qualcuno, a partire dai genitori, dica e testimoni loro la bellezza e la convenienza del credere, soprattutto, la certezza che la fede è un incontro e una relazione con una Persona viva, cioè Gesù, che agisce in modo certo e reale nella vita concreta, attraverso la forza dello Spirito, della Grazia e dell’Amore di Dio.


In Europa, in Italia (ma ormai anche da noi) i battezzati sono diminuiti drasticamente, ma forse, questo non è la cosa più negativa: il problema è che sono aumentati i battezzati “annoiati” dalla fede, indifferenti a Dio o non contenti di credere, di pregare, di testimoniare la fede!


Che fare? Forse i cieli aperti ci ricordano la grande possibilità che ci è comunque data, nonostante tutto: rimetterci in ascolto serio di Dio, accoglierlo nella nostra vita, sceglierlo e seguirlo con gioia.


C’è forse una Speranza migliore di quella di Cristo?


don Paolo, vostro parroco