Ascoltare e rispondere.
Celebriamo questa domenica la Giornata mondiale di preghiera per le Vocazioni.
Un’occasione per porci una domanda decisiva:
che cosa sto facendo della mia vita?
Che ne è della mia vita in questo momento?
C’è chi pensa alla vita come a uno scorrere inesorabile del tempo che porta verso la fine di tutto.
C’è chi pensa alla vita come a una continua e logorante fonte di problemi e questioni da risolvere.
C’è chi pensa alla vita come un “sopravvivere” cercando di salvarsi come si può.
C’è chi pensa alla vita come a una grande corsa dura e logorante.
C’è chi pensa alla vita come a una fatica che terminerà finalmente il giorno della pensione.
C’è chi pensa alla vita come a qualcosa di ormai finito perché si è andati in pensione.
C’è chi pensa alla vita come a una guerra continua contro qualcosa o contro qualcuno.
C’è chi pensa alla vita come a un gioco con cui divertirsi più che si può,
C’è ci pensa alla vita come a una fuga per trovare qualcosa di meglio che, invece, non si troverà mai.
Potremmo continuare.
Ognuno di noi, insieme alla vita, riceve la vocazione, per poter arrivare alla meta che è uguale per tutti e consiste in tre grandi esperienze: l’amore, la verità, la libertà.
In altre parole, tutti nasciamo non solo per vivere e campare, ma per potere sperimentare:
- la gioia di amare e dell’essere amati
- la garanzia di essere e di vivere per qualcosa di autentico e di bello
- la certezza di essere liberi, di poter pensare e di scegliere
Il cristiano pensa alla vita come a una grande chiamata a cui dare risposta.
Il cristiano pensa che la vita di quaggiù ci è affidata per poter arrivare a un’altra vita, ancora più bella.
Il cristiano pensa che la vita non è segnata dalla fortuna o dalla sfortuna, ma dall’amore di Dio.
Il cristiano pensa che la vita non è un possesso, ma un dono che ci è dato per poter essere condiviso.
Il cristiano pensa che la vita non è solo “realizzare” e “realizzarsi”, ma restituire.
Il cristiano pensa che la vita è una risposta.
Il cristiano pensa che la vita non è una corsa o una rincorsa, ma un camminare presi per mano da Qualcuno e prendendo qualcuno per mano.
Il cristiano pensa che la vita non è da accumulare, ma da custodire per poter essere donata interamente.
Il cristiano sa che la vita sarà bella e vera solo se prenderà in considerazione ciò che il Padre vuole dire ad ogni suo figlio.
Il cristiano crede che “non noi abbiamo scelto Dio, ma Dio ha scelto noi e ci ha costituiti per poter andare, per poter portare frutto e perché il nostro frutto rimanga”
Forse questo è il tempo opportuno per tornare a fare della nostra vita una vocazione e una risposta.
Prete, marito, moglie, consacrata, religioso, celibe, missionario, diacono, single, vedovo: ognuno di noi ha una chiamata da scoprire per poter essere contento e riuscito nella vita .
Prego perché ognuno scopra e riscopra la propria vocazione e, in particolare, perché i nostri ragazzi possano ascoltare la voce di Dio e fare della loro vita una grande dono per questo mondo che ha tanto bisogno.
Buona risposta a tutti.