Per non considerarsi "sfortunati"
GUARIRE DENTRO
Per non considerarsi “sfortunati”
Nelle settimane di luglio e agosto mi farò aiutare da alcuni dei “Detti dei Padri del deserto”. Si tratta di brevi insegnamenti, molto efficaci e incisivi. Sono stati raccolti dalla sapienza di uomini e donne del IV-V sec. d.C. che avevano scelto di seguire Cristo rifugiandosi, come eremiti, nel deserto egiziano. Poche parole, ma ricche di fede e di vera e salda sapienza evangelica.
Ecco quello di questa settimana:
Uno dei padri interrogò un saggio medico: «Sai tu il rimedio a tutti i mali, o saggio?».Il medico disse: «Lo so perfettamente: ascoltami. Prendi lo zucchero della penitenza, il fiore della carità fraterna, la foglia dell’amore dei poveri, il frutto dell’umiltà, e riempine il mortaio della misericordia. Macina il tutto in ginocchio, spremilo nel tovagliolo dell’afflizione e bevilo mescolato alle lacrime nel mezzo della notte; ecco il rimedio a tutti i mali. Non soltanto guarisce l’uomo interiore, ma altresì purifica, restaura e purga l’uomo esteriore».Arm., I, 432 (46) A
Capita, talvolta, che i nostri giorni siano segnati da vicende “avverse” che sembrano segnare di “sfortuna” la nostra vita: un contrattempo, una “cosa che va storta”, un incidente, un insuccesso, un’ingiustizia, un ritardo, un’incomprensione, un litigio, un fraintendimento …
E allora ci si sente “colpiti” e sfortunati. A ben vedere, però, questa è la concretezza della vita: nessuno ne è escluso. Tutti viviamo dentro questo mondo meraviglioso, ma imperfetto, in questa storia grande, ma sempre troppo difettosa, in questo tempo di tecnologie avanzatissime, ma continuamente afflitto da egoismi e prepotenze. In più, ci sono le coincidenze, le avversità della natura e del clima, il carattere, a volte difficile o particolare di chi troviamo nelle nostre giornate …
“Qual è il rimedio a tutti i mali” chiede un padre del deserto a un medico saggio?
È la capacità di non buttare niente della vita (a parte il peccato), di non disprezzare i “mali” che ci affliggono, ma di unire le “afflizioni” alle virtù: la pazienza, la carità, l’umiltà, la misericordia, la pazienza, la preghiera. Questa “mistura” guarisce e purifica, cioè ci aiuta a vedere con occhi diversi la realtà: non come una sfortuna, ma come un passaggio a un’altra meta. Nella vita si cresce sempre, anche attraverso i “mali che ci affliggono”. Nella fede e nella speranza, nulla avviene senza lasciare in noi la possibilità di “crescere”, cioè di innalzarci sempre più alla grande mèta che è l’incontro con Dio.
Il Signore, certamente, non manca di guardarci con occhi di compassione ogni volta in cui qualcuno o qualcosa ci colpisce. Lui c’è e ci guarisce.
Buona settimana, con una preghiera e una benedizione per tutti.
don Paolo
Foto di copertina realizzata con supporto AI da eRreVierRe communication. L’immagine è puramente illustrativa, non rappresenta la reale situazione descritta nell’articolo ed è utilizzata esclusivamente a scopo narrativo e di accompagnamento al testo.