Dio non ci dice mai "basta"
Siamo a metà Quaresima! Proviamo a fare il punto della situazione. Quante volte si sente dire, o noi stessi diciamo: “se potessi o se dovessi rinascere un’altra volta, allora farei così o non farei più così…”. Tutti, prima o poi, sentiamo l’esigenza di una ripartenza:
Rinascere.
Rifare.
Ripartire.
È esattamente la vicenda del popolo di Israele che, nel deserto, vive una tragedia nella tragedia: ancor prima di ricevere le Tavole della Legge da Mosè che scende dal Sinai, infrange l’alleanza offerta e stabilita da Dio: fabbrica il vitello d’oro e suscita l’ira di Mosè che scaglia le Tavole e le spezza gettandole ai piedi del monte.
E tutto questo per una banalità: “il popolo, vedendo che Mosè tardava a scendere dal monte, fece ressa intorno ad Aronne e gli disse: «Fa' per noi un dio che cammini alla nostra testa, perché a Mosè, quell'uomo che ci ha fatto uscire dalla terra d'Egitto, non sappiamo che cosa sia accaduto».” (Esodo 32)
Un popolo di “dura cervice”, testardo, idolatra e ingrato. Nonostante questo, Dio convoca ancora un’altra volta Mosè per ridare al popolo le Tavole della Legge (le Seconde!).
È la vicenda che sentiremo in questa domenica Terza domenica di Quaresima come Prima lettura:
“Il Signore disse a Mosè: «Taglia due tavole di pietra come le prime. Io scriverò su queste tavole le parole che erano sulle tavole di prima, che hai spezzato. Allora il Signore scese nella nube, si fermò là presso di lui proclamando: «Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di amore e di fedeltà, che conserva il suo amore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione». Mosè si curvò in fretta fino a terra e si prostrò. 9Disse: «Se ho trovato grazia ai tuoi occhi, Signore, che il Signore cammini in mezzo a noi. Sì, è un popolo di dura cervice, ma tu perdona la nostra colpa e il nostro peccato: fa' di noi la tua eredità». (Esodo 34,1ss)
Un errore tragico che Dio “sfrutta” per dare al suo popolo la seconda possibilità!
Nessuno di noi è perfetto. La soluzione non è “nascere un’altra volta”, ma cercare questo Dio che ci rigenera per la seconda, per la terza, per l’ennesima volta!
Il Battesimo prima, la Confessione poi e la continua ricerca di conversione ci permettono, ogni giorno, di ricominciare come se fosse la prima volta! È la grande novità e la grande grazia legata a Gesù che non si stanca di ridare a tutti la possibilità di essere nuovi, originali, ad immagine e somiglianza del Padre.
Buona conversione!
Buona ripartenza. Non è mai troppo tardi per Dio!
Dio non dice mai “basta”!
vostro don Paolo