... sarebbe tutto una finzione
Se dovessi segnalarvi un canto capace di toccare il cuore e di entrare nell’anima, vi direi il “Veni Creator spiritus”, “Discendi Santo Spirito” che eseguiremo solennemente in questo giorno di Pentecoste in tutte le Chiese del mondo e che viene usato prima di eventi e di decisioni importanti, come l’elezione di un Papa o l’ordinazione dei sacerdoti.
Effettivamente, al di là del testo, e della musica che lo accompagna, questo Inno ci ricorda la decisività dello Spirito, o meglio, di Dio-Spirito, in quanto lo Spirito Santo è Dio, lo stesso Dio che è Padre e che è Figlio.
Ma che cosa esprime Dio, l’unico Dio, con la forza dello Spirito?
Il Patriarca greco-ortodosso Ignatius IV Hazim, così si esprimeva in una sua omelia del 1981 a proposito della necessità della presenza dello Spirito:
Senza lo Spirito Santo
Dio è lontano,
Cristo rimane nel passato,
il Vangelo è lettera morta,
la Chiesa è una semplice organizzazione,
l’autorità è una dominazione,
la missione una propaganda,
il culto una evocazione,
e l’agire dell’essere umano una morale da schiavi.
Ma nello Spirito Santo
il cosmo è sollevato e geme nella gestazione del Regno,
Cristo risorto è presente,
il Vangelo è potenza di vita,
la Chiesa significa comunione trinitaria,
l’autorità è un servizio liberatore,
la missione è una Pentecoste,
la liturgia è memoriale e anticipazione,
l’agire umano è divinizzato.
Come è vero anche per noi tutto questo!
Senza lo Spirito Santo, Arosio e Carugo
non sarebbero così vive come lo sono,
non avrebbero la volontà di continuare a cercare di crescere e di costruire il futuro,
non sarebbero generose e volonterose come lo sono,
non avrebbero il desiderio di custodire e amare i giovani e gli anziani!
Ma nello spirito Santo, Arosio e Carugo,
quanto potrebbero essere più capaci di puntare sull’essenziale,
quanto sarebbero più attente a ciò che unisce, piuttosto a ciò che divide,
quanta ricchezza interiore potrebbero sfruttare per crescere in ciò che conta,
come sarebbero più capaci di apprezzare, di raccogliere, di fare tesoro di ciò che viene donato!
Cari amici di Arosio e di Carugo, la fiducia e la preghiera allo Spirito Santo sono proprio essenziali anche per noi, per crescere, per far crescere, per lasciare ai nostri figli un’eredità preziosa che niente e nessuno potrà rovinare: la fede, la speranza, la carità.
Buona Pentecoste a tutti e non dimentichiamoci, ogni giorno di invocare lo Spirito Santo su noi e su tutti!